Charles Borromee (Italiano)

Charles Borromee nasce in una famiglia dell’Alto Aristocracy Lombarde. Sua madre è la sorella di Giovanni Angelo de Medici, che fu papa sotto il nome di Pie IV dal 1559 al 1565. Charles Borromee è quindi suo nipote.

All’età di 12 anni, riceve il tonsuro e Il beneficio dell’abbazia benedettina di Arona, lasciata vacante a suo zio. Ha studiato a Milano e Pavia.

Quando suo padre muore nel 1558, deve prendere in carico il business della sua famiglia. L’anno seguente, il suo zio materno è eletto il Papa alla morte di Paul IV. Nel 1561, questo stesso zio interviene per Charles a promuovere il Segretario del Cardinale Stato di Stato, il cardinale sotto Santi Vito, Modesto e Crescenzia, poi Eredità Apostolica a Bologna, Romagna e nei gradini.

Partecipa attivamente al Consiglio di Trent, concentrandosi sulla riforma degli abusi che avevano introdotto nella Chiesa, e rende il famoso catechismo noto come catechismo del Consiglio di trenta (1566). Con il cardinale Vitellozo Vitelli Vitelli, riforma e “rivede lo stato della Cappella Pontificia l’intelligibilità delle parole e una musica relativa al testo”. A quel tempo, il Maestro in Vaticano è il compositore Giovanni Pierrligi da Palestrina) e la polifonia corale si trasforma in tutti i paesi sotto l’influenza del Vaticano. Charles Borromee interviene per convincere il recalcitrante, tra cui Costanzo Porta, Milano. La corrispondenza di quest’ultimo con “Charles Borromee, cardinale arcivescovo di Milano, l’Ardent de Defender della pratica strumentale presso la Chiesa e la pompa audio”, tuttavia che il cardinale contesta ogni argomento con una nitidezza che dimostra la sua grande conoscenza della scienza della musica .

Ci vuole una quota attiva e preponderante nello sviluppo della disciplina ecclesiastica e dell’ospedale al Consiglio di Trento. Ritornato alla sua diocesi di Milano, visita le sue parrocchie, tiene sinodi, riunisce consigli provinciali: che è indicato in grandi caratteristi nei decreti di trenta è fissata nei minimi dettagli nelle ordinanze di Borromee e con una perspicacia. Ciò che era necessario e fattibile che ha sollevato ammirazione generale. I requisiti generali effettuati dal Consiglio di trenta in materiali ospedalieri sono tradotti in meticolose applicazioni pratiche nei consigli di Milano che sedie nel 1565 e nel 1576.

Ovunque in Europa, l’esempio. Dato da Saint Charles Borroma dovrebbe essere seguito fedelmente dalle autorità religiose locali, tanto più fedelmente in quanto i governi non intendono promuovere le decisioni del Consiglio di Trento, a tale riguardo, erano chiaramente contrarie ai propri ordini. Nel regno di Francia, il Papa Pio V e il cardinale Borromee si sforzano di ottenere da un lato l’autorità sovrana la promulgazione ufficiale delle decisioni tridentine, dall’altro, vescovi l’inserimento dei requisiti conciliari nella disciplina locale attraverso varie assemblee ecclesiastiche. Questo pensiero è chiaro dalle lettere del cardinale Borromee, che conferisce a Nunzio due missioni: portare la catherina reggente di Medici alla promulgazione, e inviare i decreti alla conoscenza del clero.

Generalmente è ignorato che quella delle ragioni dell’ostilità incontrata da decisioni conciliari consisteva proprio nel conflitto di competenza che avrebbe provocato l’applicazione delle regole dell’ospedale tridentino. L’antinomia tra i cannoni del Consiglio di Trento e le prescrizioni dei re precedentemente promulgati della Francia era davvero assoluta. Il re della Francia aveva pubblicato un editto sotto l’autorità del Conte Mauve, letteratura della legge nel suo stato, nel 1543 attribuendo i salvagari, senechals e altri giudici La supervisione dell’amministrazione degli ospedali, da più editti ha affermato la necessità di bloccare il Gli indigenti validi e vietano loro supplicare, prescrive che i rettori degli ospedali dovessero spiegare i magistrati locali. Pertanto, i requisiti tridentini sono più o meno elencati formalmente dai canoni conciliari francesi, quasi ovunque sono segnalati due imperativi: da un lato, i vescovi devono visitare gli stabilimenti caritatevoli, d’altra parte, devono partecipare o essere rappresentati a responsabilità . Ma la maggior parte dei poteri rimangono ai laici. Charles Borromee non riuscirà a ripristinare la preminenza eccellenza ecclesiastica nella condotta e nella gestione degli ospedali di fronte al Gallicanismo della Politica reale.

Nominato Arcivescovo di Milano nel 1564, è dedicato da tutte le sue altre accuse a Roma per risiedere definitivamente nella sua diocesi. La sua integrità personale, la sua intelligenza di situazioni e la sua virtù radiosi facilita il restauro della disciplina ecclesiastica.Lo usa per applicare le misure adottate al Consiglio. Prima di tutto, prende la sua residenza a Milano e apre un seminario per migliorare la formazione del clero. Ripristina l’osservanza della regola nei conventi e imposta le griglie ai pacchi. Presto, estende la scena della sua azione a tutta Italia, poi in Svizzera.

Uno degli ordini che voleva riformare, l’ordine degli umiliani, cerca di ucciderlo, ma fugge i colpi del assassino. Durante la peste che Desole Milan nel 1576, copre ovunque rilievi e consolazioni, ignorando i pericoli del contagio. Ha fondato nel 1581 una congregazione di oblati, sacerdoti secolari che saranno quindi conosciuti come “Saint Charles Oblates”. Morì nel 1584, all’età di 46 anni, esausto da fatiche e austerità.

La sua tomba era il teatro della guarigione considerata miracolosa, che ha permesso all’inizio del processo di beatificazione, che finisce nel 1609 di fronte a Papa Paul V. È canonizzato dal 1 ° novembre 1610 da Paul V. Questo è uno dei santi rari i cui prove di canonizzazione hanno comportato solo dopo la sua beatificazione. Si è celebrato il 4 novembre. Una statua colossale è stata eretta ad Arona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *