Servire. Cosa significa?

Abbiamo attirato la mia attenzione su un estratto dal discorso del Papa Francesco pronunciato ieri al centro Astalli per i rifugiati. Lo condivido:

Servi. Cosa significa ? Servire significa accogliere la persona che arriva, attentamente; Ciò significa guardare a colui che ha bisogno e si estende la mano, senza calcoli, senza paura, con tenerezza e comprensione, poiché Gesù è stato inclinato per lavare i piedi degli apostoli. Per servire significa lavorare con il più bisognoso, per le prime relazioni umane di prima classe con loro, collegamenti di solidarietà. Solidarietà! Questa parola che spaventa il mondo più sviluppato! Cercano di non pronunciarlo. Per loro, è quasi come una grande parola. Ma è la nostra parola per noi! Servire significa riconoscere e accogliere le richieste di giustizia, speranza e ricerca di percorsi, corsi concreti di liberazione.

I poveri sono anche i maestri privilegiati della nostra conoscenza di Dio; La loro fragilità e semplicità smascherano il nostro egoismo, la nostra falsa sicurezza, le nostre affermazioni di autosufficienza e ci guidano verso l’esperienza della vicinanza e tenerezza di Dio, verso una vita piena del suo amore e della sua misericordia di padre che, con discrezione e a Confidenza del paziente, prendersi cura di noi, da tutti noi.

di questo luogo di ricezione, riunione e servizio che vorrei quindi una domanda per tutti, per tutte le persone Chi vive qui, in questa diocesi di Roma: guardo colui che è nei guai o ho paura di sporcare le sue mani? Sono chiuso in me stesso, nelle mie cose, o mi rendo conto che colui che ha bisogno di aiuto? Quello che servo solo me stesso o so, so come servire gli altri come Cristo che è venuto a servire fino a dare la sua vita? Guardo negli occhi quelli che chiedono la giustizia o il mio sguardo dall’altra parte? Non guardare gli occhi?

OLALA! Ci ha fatto il nostro Papa dicendoci che abbiamo paura della solidarietà! Si conclude con problemi forti pertinenti. Sono chiuso a me stesso o vedo quelli che hanno bisogno di aiuto? Andiamo oltre … Una volta ho visto la necessità, cosa faccio per aiutarlo? Oltre la preghiera – che porta anche il supporto – so che la mia presenza con coloro che soffrono è importante? E se sono già sensibile a tutti questi arresti del Papa, continuo con il mio essere e il mio discorso per “preparare” le persone che mi circondano: la mia famiglia, i miei amici, i miei colleghi?

Dai, dimmi, fai queste parole che stai preparando internamente?

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